Earth Day (in ritardo)

Ieri, 22 aprile, Earth Day.

Oggi prima di ritornare a dimenticarci quanto sia grave la situazione, ecco qua un elenco delle foreste più minacciate del pianeta, raccolte dal National Geographic.

(grazie a Tirebouchon per averlo segnalato)


Dal greenwashing all’astroturfing

Sto cercando informazioni sul greenwashing che è ormai talmente diffuso da farci sperare di leggere su qualche imballo “io inquino così” e magari qualche dato. Sarebbe apprezzabile anche solo per l’onestà, invece di questa fastidiosa melassa di falso buonismo verde per cui come consumatore devo sempre andare a cercare dove sta l’inghippo, perdendo un sacco di tempo.

Comunque. Cercando cercando, mi sono imbattuta in questa pagina di Wikipedia sull’astroturfing. Conoscevo la pratica, che viene descritta molto bene nel libro di Giuseppe Altamore I padroni delle notizie, in particolare nel secondo  capitolo dedicato alle agenzie di pubbliche relazioni. Però non sapevo che si chiamasse così  e soprattutto che avesse avuto, ahimé, così tanti risvolti.


“Diaz. Non pulite questo sangue” di Daniele Vicari

“I FATTI NARRATI IN QUESTO FILM SONO TRATTI DAGLI ATTI PROCESSUALI E DALLE SENTENZE DELLA CORTE D’APPELLO DI GENOVA DEL 5/3/2010 E DEL 19/5/2010”

E‘ inutile girarci tanto intorno. Diaz di Daniele Vicari deve essere visto. Perché si basa sulle circa diecimila pagine di atti processuali del processo Diaz. Perché quello che è successo alla scuola Diaz di Genova durante il G8 nel luglio 2001 non è solo ” la più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale”: Qui i diritti fondamentali sono stati frantumati, polverizzati.

Daniele Vicari ha avuto un bel coraggio. Le scene dei nove minuti di delirio alla Diaz sono piuttosto crude. Anche se l’angoscia e l’annientamento sistematico delle persone nella  ricostruzione del dopo-Diaz alla caserma Bolzaneto sono forse peggio.

Tutto ciò che accade sullo schermo è vero. Documentato con il rigore del documentario, ma senza la distanza  del documentario. Molto bravi gli oltre 130 attori provenienti da tutta Europa, capitanati da Elio Germano, Claudio Santamaria e da Jennifer Ulrich.

Sceneggiatura di Daniele Vicari con Laura Paolucci. Fotografia di Gherardo Gossi, musica di Teho Teardo.

Standing ovation a Berlino, dove è stato presentato nella sezione Panorama.

Qui c’è il trailer:


C’è del legno illegale nella carta prodotta da APP

Questo è il rapporto di Greenpeace sulla deforestazione a Sumatra e in generale in Indonesia, ad opera della App (Asia Pulp and Paper).

Tema che l’edizione 2011 di CinemAmbiente (quest’anno dal 31 maggio al 5 giugno) aveva anticipato con la commovente storia delle ultime ore di vita di una femmina di orango, Green.

Questi sono tre dei 48 minuti del documentario


I 6 migliori film travel-inspiring (secondo Budget Travel)

Il magazine  online Budget Travel ha pubblicato l’elenco dei sei migliori film del 2011 a cui ispirarsi per un viaggio.

Eccoli:

The Descendant (Paradiso Amaro). Nel caso qualcuno abbia ancora qualche dubbio se regalarsi, budget permettendo, un viaggio alle Hawaii (purtroppo George Clooney NON è incluso nel viaggio)

The Way (uscita non ancora prevista in Italia). Di Emilio Estevez, interpretato dal papà Martin Sheen. Perchè nella vita almeno per una volta bisogna trasformarsi in pellegrini sul Camino di Santiago, in Spagna.

The Hangover II (Una notte da leoni 2). Film assai dimenticabile, ma Bangkok , Thailandia, è una città affascinante.

War Horse. La campagna inglese del Devon delle prime inquadrature, che più verde non si può,  è pura emozione.

Rio. I colori e la musica del Carnevale più bello del mondo, quello di Rio de Janeiro, Brasile

Midnight in Paris. La Parigi sospesa tra nostalgia e presente secondo Woody Allen. Come resistere?

Io ci aggiungerei

Mission Impossible The Ghost Protocol, per andare a dare un’occhiatina a Dubai.

Io sono Li. La storia è triste, ma Venezia è sempre meravigliosa, anche con la nebbia.

 


Silenzio, si legge

Do not disturb appeso alla mia porta by Pordenonelegge


L’industriale, fine riprese, i protagonisti

L’industriale, fine riprese, i protagonisti

Inserito originariamente da adagug

Questo è il mio piccolo omaggio all’uscita in sala de L’industriale, di Giuliano Montaldo, un regista che amo molto e di cui invidio la straordinaria vivacità e vitalità.

Come sempre Montaldo non rinuncia a criticare ferocemente chi non ha rispetto per la dignità umana: in questo caso sono tutti coloro che speculano senza scrupoli sulle difficoltà economiche di piccoli industriali strozzati dalla crisi, banche e finanziarie in primis (ma naturalmente non solo). Personalmente ho trovato meno interssante la svolta intimista nella seconda parte.

Il film è girato in bianco e nero e in digitale con una nuova tecnica, in grado di rendere evidenti con il colore alcuni particolari. Infatti la livida e semideserta Torino in cui il film è girato e ambientato mostra ogni tanto qualche particolare a colori.

Queste foto sono state scattate nel febbraio 2011, al termine delle riprese a Pinerolo. Su NonSoloCinema l’intervista a regista e protagonisti.