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Diario veneziano, giorno 3 e 4

Happy Few di Antony Cordier è un film sullo scambio di coppie. Coppie non infelici e insoddisfatte alla ricerca di nuove avventure, ma mid-30 di successo, bellocci e per nulla annoiati, che, semplicemente giocano all’adulterio e poi smettono di giocarci, forse per noia, forse perchè ognuno vuole tornare a un tranquillo ménage a deux.

Ben diverso è L’amore buio di Antonio Capuano, storia di una violenza da cui può nascere la possibilità di far comunicare due mondi agli antipodi e due adolescenti cresciuti troppo in fretta. Molto poetico nella sua durezza. Bravissimi i due giovani attori esordienti. Capuano si commuove raccontando i provini. La protagonista a fine proiezioni ha gli occhi gonfi perchè ha pianto per quasi due ore. Tutto molto commovente.

Sempre Napoli è lo sfondo della storia di uno squallido omuncolo dedito al gioco d’azzardo e a rubare soldi: Gorbaciof di Stefano Incerti, non mi è piaciuto molto, costruito su Toni Servillo, come sempre perfetto in qualsiasi ruolo, però qui si entra nel campo dei gusti personali, perchè il film è fatto bene.

Però oggi è stato soprattutto il giorno di Somewhere di Sofia Coppola. Un film bellissimo come tutte le opere della figlia di Francis Ford. Come sempre accade poco e accade tutto, ma le atmosfere sono perfette, gli attori sono bravi (Elle Fanning e Stephen Dorff, entrambi bellissimi), e c’è perfino modo di prendere un po’ in giro la televisione italiana, il che fa sempre piacere visto lo stato in cui versa. Poi qualcuno dice che Lost in translation era meglio: può darsi, là giocava anche a favore l’elemento novità, qui è inevitabile fare i confronti e dire che è quasi uguale e bla bla bla. Io ne cosniglio vivamente la visione. Si esce dalla proiezione con una certa soddisfazione.

Infine, alle 18, il corto Niente orchidee dei Godano Broz, ovvero Simone e Leonardo Godano, con Beppe Fiorello e Valeria Solarino: un minithriller di 14 minuti che potrebbe a pieno titolo diventare un lungometraggio. A seguire I baci mai dati di Roberta Torre, che ha aperto la sezione Controcampo Italiano con uno spaccato dei desideri degli italiani di fronte al soprannaturale e una pettinatrice onirica e buffa che ha la voce e la faccia di Piera Degli Esposti. Divertente ma con scarso ritmo. Però in conferenza stampa Donatella Finocchiaro, la mamma della giovane Manuela in vena di miracoli ha detto di essersi ispirata per il suo personaggio volgaruccio e appariscente (ma dove li hanno trovati i leggings che sfoggia?) ad alcune signore della televisione…


Diario Veneziano: l’arrivo!

I film visti dopo l’arrivo:

The Happy Poet: Paul Gordon si diverte a raccontare la storia, spacciata erroneamente per documentario, di un giovane poeta che decide di diventare imprenditore nel settore gastronomico del paniname biologico e salutare. Leggero, ironico e gustoso.

La Belle endormie di Catherine Breillat: scandaloso? no. Dissacrante? Nemmeno. A volte non riesco a capire i selezionatori. La favola della Bella Addormentata è piuttosto bella, ha fatto la felicità di psicanalisti che ci hanno scritto su fiumi di inchiostro. Francamente non si sentiva la mancanza di questo viaggio onirico su un treno fantasma per raccontare il passaggio dall’infanzia all’adolescenza e da lì all’età adulta.


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