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Mangia prega ama… ma sono meglio “20 sigarette”

Abbandonato il diario veneziano (ma ci ritornerò per i film della mia ultima giornata di permanenza in laguna), ho “recuperato” a Torino 20 sigarette di Aureliano Amadei, presentato nella sezione Controcampo Italiano (a fianco un’immagine del film).

Ho cercato di andare al Cinema Massimo di Torino con la mente sgombra dal ricordo di un ragazzo – unico civile sopravvissuto alla strage di Nassirya del 12 novembre 2003 – che mesi fa a Torino ha letto alcuni brani del suo libro e che è stato intervistato da Carlo Griseri di Cinefestival. “Sgombra” perchè volevo mantenere una certa distanza ed è difficile per me vedere un film con obiettività quando ne conosco il regista o gli interpreti. E il film mi è piaciuto: non è perfetto, sicuramente i critici veri ci trovaranno difetti e parti migliorabili però mi sento di consigliarlo, anche per capire quanta propaganda ci viene quotidianamente propinata.

E forse non sono l’unica a trovarlo un bel film…

Invece posso dirvelo che 140 minuti di Julia Roberts in crisi mistica sono davvero troppi? Senza contare gli stereotipi. Un papocchio che ti fa implorare i titoli di coda e ti fa benedire la tessera Aiace che ti ha fatto entrare con lo sconto al cinema. L’unico lato positivo è James Franco, che comunque aveva più sex appeal quando faceva il fidanzato di Sean Penn in Milk (il che dimostra che il regista conta, eccome se conta!)

D’altra parte, ero stata messa in guardia dalla recensione di Fabrizia Centola (con cui concordo quasi sempre) su NonSoloCinema

Ma il libro sarà altrettanto noioso?


Meglio tardi che mai

guidobrDopo molte attese e un inspiegabile ostruzionismo da parte della Rai che pure lo ha coprodotto nel  2005,  domenica 28 giugno 2009 alle 23:15 (incredibile, non a notte fonda!) Raitre manda in onda  “Guido che sfidò le Brigate Rosse” di Giuseppe Ferrara, film che ho avuto la fortuna di vedere a Torino in una delle rare proiezioni in sala (mi pare fosse in occasione del Sottodiciotto Film Festival del 2007, ma non sono sicura…).

Film da non perdere,  che racconta la  vicenda di Guido Rossa, sindacalista Italsider ucciso nel 1979 dalle Brigate Rosse a Genova per aver denunciato un collega fiancheggiatore dei terroristi. Il cast è composto da Massimo Ghini nel ruolo di Guido Rossa, Anna Galiena che interpreta la moglie e Gianmarco Tognazzi nella parte del brigatista Riccardo Dura.

Molto interessante la ricostruzione non solo dell’atmosfera degli anni di piombo, ma soprattutto dei deliri “politici” dei brigatisti, per i quali Ferrara ha consultato un mole di materiale (documenti,  risoluzioni, comunicati) e intervistato anche alcuni ex brigatisti. Il risultato è piuttosto agghiacciante. Si spera che, dopo questa prima visione, Raitre acquisti un briciolo di coraggio e si spinga addirittura ad una futura programmazione in prima serata…

Per chi voglia approfondire è uscito anche il libro Guido Rossa, mio padre, scritto dalla figlia Sabina Rossa, adolescente all’epoca dei fatti.

Grazie a Carlo Griseri di Cinefestival per la segnalazione nella sua imperdibile rubrica sui consigli cinematografici sul piccolo schermo.


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