Archivio Mensile: gennaio 2012

L’industriale, fine riprese, i protagonisti

L’industriale, fine riprese, i protagonisti

Inserito originariamente da adagug

Questo è il mio piccolo omaggio all’uscita in sala de L’industriale, di Giuliano Montaldo, un regista che amo molto e di cui invidio la straordinaria vivacità e vitalità.

Come sempre Montaldo non rinuncia a criticare ferocemente chi non ha rispetto per la dignità umana: in questo caso sono tutti coloro che speculano senza scrupoli sulle difficoltà economiche di piccoli industriali strozzati dalla crisi, banche e finanziarie in primis (ma naturalmente non solo). Personalmente ho trovato meno interssante la svolta intimista nella seconda parte.

Il film è girato in bianco e nero e in digitale con una nuova tecnica, in grado di rendere evidenti con il colore alcuni particolari. Infatti la livida e semideserta Torino in cui il film è girato e ambientato mostra ogni tanto qualche particolare a colori.

Queste foto sono state scattate nel febbraio 2011, al termine delle riprese a Pinerolo. Su NonSoloCinema l’intervista a regista e protagonisti.

 

 


Due film per non dimenticare

Lo so che mancano ancora un po’ di giorni al 27 gennaio, Giornata della Memoria, ma vorrei consigliare la visione di due film: Vento di primavera (La Rafle), uscito a gennaio 2011 e disponibil in DVD, e La chiave di Sara (su NonSoloCinema la recensione di Fabrizia Centola), nelle sale cinematografiche dal 13 gennaio.

Entrambi raccontano, anche se in maniera molto diversa, uno dei tanti massacri per molti anni dimenticati.

Vento di primavera  ricostruisce fedelmente gli accadimenti di quel tetro 1942, quando una retata della polizia francese (per uno squallido baratto tra Hitler e il governo di Vichy) rinchiuse 13.000 ebrei  al Vélo d’Hiver per “cederli” ai nazisti, che li deportarono ad Auschwitz. Solo 25 si salvarono e la regista Roselyn Bosch è riuscita a farsi raccontare da uno di loro – che nel film ha un piccolo cameo  – cosa accadde.

La chiave di Sarah, tratto dall’omonimo libro di Tatiana De Rosnay pubblicato da Mondadori, con una efficace Kristin Scott Thomas, ha il pregio di collegare il passato al presente, sottolineando come il razzismo sia sempre in agguato come una belva feroce.

Due film per non dimenticare.


Symphony in the City, Perth, WA

Il ricordo più bello del mio mese “a testa in giù” resta il concerto di Natale Symphony in the City di sabato 10 dicembre 2011 della Western Australian Simphony Orchestra. Ventiduemila persone, la musica, il tramonto sul fiume Swan…

Per l’ultimo anno il concerto di Natale di Perth si è tenuto sull’Esplanade. Dal prossimo anno sarà spostato a Langley Park  a poche centinaia di metri, in uno spazio più ampio per contenere il crescente numero di spettatori.

Il concerto (gratuito)  inizia alle 19,30, dura fino alle 21 circa. All’arrivo ci consegnano il programma, un opuscolo con le attività WASO per il 2012 e un sacchetto per i rifiuti (e il prato dopo tre ore sarà lasciato esattamente come l’avevamo trovato: perfettamente  pulito).

Una sterminata distesa di bagni è a disposizione degli spettatori. Pochi gli stand mangerecci: questo è un concerto dove famiglie e gruppi di amici si portano borse da casa piene di tramezzini, insalate e snack. Si fa un picnic, si beve qualche bicchiere di vino o di birra, si chiacchiera nei diversi settori predisposti.  Su tutta l’area è vietato fumare: questo è uno smoke free event. Tutto ordinato e tranquillo. La presenza delle forse dell’ordine è discreta e silenziosa.

Ci sentiamo molto “globali”: noi arriviamo dall’Italia, ma vicino a noi un gruppo di ragazze parla una lingua dell’Europa dell’Est, dietro di noi c’è un gruppo di ragazzi cinesi, accanto a noi una famiglia da Ceylon.

Chi l’ha detto che ci vuole la neve per festeggiare il Natale?


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