Venti sigarette a Nassirya

Credo che valga la pena, per chi abita a Torino o dal 18 al 20 febbraio  si trova a Torino, assistere a questa lettura-evento di Aureliano Amadei e Francesco Trento che si terrà al CineTeatro Baretti, via Baretti 4 a Torino con inizio alle 21.

Aureliano Amadei, Giancarlo Judica Cordiglia – Voci recitanti
Roberta Tagarelli – Cembalo e Pianoforte

Luci e Direzione Tecnica di Alberto Giolitti

Regia di Aureliano Amadei

Associazione Baretti

Il 12 novembre 2003 un attentato kamikaze a Nassirya in Iraq provoca la morte di diciannove italiani, tra militari e civili.
Nell’esplosione rimane coinvolta anche una troupe che si trovava sul luogo per girare uno sceneggiato sulla ricostruzione a Nassirya da parte dei nostri soldati.
Tra i feriti c’è anche un giovane regista, Aureliano Amadei.
Nei lenti mesi successivi Aureliano ricorda, riflette e continua la sua inchiesta sulla guerra con un amico, Francesco Trento
Dall’analisi della presenza italiana in Iraq nel suo insieme e delle sue contraddizioni esplicite nasce il libro “Venti sigarette a Nassirya”, un originale romanzo-reportage, che a un tempo narra e riflette sulla verità che lentamente prende forma.
Al Baretti, il pubblico ascolterà la storia di “Venti sigarette a Nassirya” attraverso la voce dello stesso Aureliano Amadei, in scena insieme a Giancarlo Judica Cordiglia.
Ingresso
Per gli spettacoli teatrali: Interi 8,00 € – Ridotti (over 60, under 25) 6,00 €. l Baretti aderisce all’iniziativa promossa dalla Città di Torino che favorisce l’ingresso ad un prezzo speciale per i possessori del carnet PASS 60.

Prenotazioni
Si accettano prenotazioni via e-mail (info@cineteatrobaretti.it) e telefoniche (tel. 011 655 187).
I biglietti prenotati possono essere ritirati la sera della rappresentazione fino a 15 minuti prima dell’orario di inizio.
Dopo tale termine la prenotazione non sarà più considerata valida.

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C'era una volta un parco giochi molto speciale: il cortile di casa. Nessuno protestava, purché non si facesse chiasso nelle ore della pennichella pomeridiana o la domenica. Ma nelle altre ore si poteva scorrazzare liberamente. Mentre si giocava o si pedalava sulle biciclette o si scivolava sui pattini a rotelle, nei coni d0mbra dei balconi mamme, nonne, vicine di casa chiacchieravano. Un misto di pettegolezzi e informazioni, notizie utili e meno utili. Quello che oggi si chiama pomposamente comunicazione. Ecco perché ho chiamato questo "esperimento" di blog il cortile. Perché mi piacerebbe di nuovo sentire le voci dei bambini e delle comari. Ma visto che ormai siamo costretti a vivere in un mondo asettico e formalmente perfetto, almeno provo a rievocarle nel mondo virtuale. Visualizza tutti i post di adagug

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