Arrivare e avere successo in…

26 05 2009

Nei miei pellegrinaggi in rete per scovare curiosità sull’Australia sono approdata alla miniera di informazioni messe in rete da Aldo,  che in Australia ci vive da qualche tempo. Il blog è  http://www.italiansinfuga.com e suggerisco di aggiungerlo ai vostri bookmarks e feed perchè viene costantemente aggiornato con un sacco di notizie utili, e non solo sull’Australia.

Tramite Italiansinfuga ho scoperto dell’esistenza delle guide How to arrive and thrive che sono delle eccellenti “guide pratiche”  per chi vuole emigrare in Australia, Nuova Zelanda, Regno Unito e Irlanda.

Io ho acquistato, per 15 Euro (o 49 USD), quella per l’Australia, che si è rivelata una fonte di informazioni precise e puntuali su tutto ciò che c’è da sapere per chi vuole traferirsi downunder. Il pagamento avviene online, dopo pochi minuti la guida, disponibile sia informato Word, sia in .pdf, vi viene recapitata nella vostra casella di posta elettronica. Et voilà. Non lasciatevi spaventare dalle 285 pagine. Cominciate a leggere tutto, dalla prima riga all’ultima. Sono tempo e soldi ben spesi.

La guida è indirizzata a lettori worldwide di tutte le età, dallo studente al pensionato che vuole vivere serenamente tra i canguri.

Le informazioni sono raggruppate per grandi temi. Dai visti ai suggerimenti per il trasloco / trasferimento con un bel time planning, da cosa fare appena arrivati laggiù sia nella vita quotidiana (come trovare una casa, banche, scuola il costo della vita, automobili, animali…)  sia per tutti gli adempimenti (tasse, assicurazioni, assistenza medica) fino ad una dettagliata sezione sul mondo del lavoro, su come si compila un curriculum vitae (con esempi)  e una guida pratica su come comportarsi durante un colloquio di lavoro (e se pensate di sapere già tutto dovrete ricredervi…). L’autore, Vaughan Vandenberg, non trascura nemmeno lo shock culturale e le eventuali difficioltà che si possono presentare dopo l’entusiasmo iniziale.

Nelle appendici c’è una pratica (e utilissima)  check list delle cose da fare, sempre scandita dai tempi tecnici necessari, e informazioni sulle diverse aree dell’Australia, nonchè tutti gli indirizzi di associazioni di categoria, delle ambasciate australiane nel mondo, delle scuole per chi ha dei figli.

Non ho consultato le altre guide, ma la struttura è uguale per tutte. Tutte le informazioni sono in inglese, spiegate in modo molto semplice e comprensibile anche a chi non è madrelingua, arricchite da indirizzi,  link  e contatti.

Non aspettatevi, però, trucchetti e scorciatoie per aggirare il sistema. La guida ha scopo informativo, puntuale e preciso, ma informativo.
O, per dirla con l’autore: this is an honest product for honest people.

Essendo stata in un lontano passato una studentessa-lavoratrice in Germania, una guida come questa mi avrebbe fatto un gran comodo.

Buona lettura!





Torino, toret

20 05 2009

A Torino saranno installati dei distributori di acqua gassata dell’acquedotto cittadino. Il primo, secondo la segnalazione apparsa oggi su La Stampa, dovrebbe esordire dalle parti di via Di Nanni.  Sarà sufficiente presentarsi con la propria bottiglia per portarsi a casa un bel po’ di bollicine a 5 centesimi per litro e mezzo. In questo modo si risparmiano soldi e si riciclano le bottiglie di plastica.  Vale la pena segnalare che la circoscrizione 3 ha già installato (confesso però di non averlo ancora utilizzato) un distributore di latte crudo nella sede della circoscrizione (corso Peschiera angolo corso Racconigi).

Qualcuno ricorderà il toret di piazza Rivoli, sempre a Torino, che fino agli anni Ottanta era mèta di veri e propri pellegrinaggi. Voleva la leggenda – che forse fino ad un certo punto fu perfino verità – che da quella fontana sgorgasse l’acqua del Pian della Mussa. Acqua di montagna in piena città. Così ad ogni ora del giorno – e d’estate anche della notte  – c’era una fila di citadini armati di taniche da riempire per portarsi a casa l’acqua più buona del mondo (almeno secondo i vecchi torinesi).

Noi torinesi siamo così abituati a dissetarci alle centinaia di toret sparsi in ogni angolo e parco e giardino della città che non ci facciamo nemmeno più caso.

Su Flickr c’è una bella galleria di immagini.





Treni, internet e fax

12 05 2009

… ovvero della competitività dell’Italia.

Mentre viaggio stipata sulla tradotta Torino Milano delle ore 7.39 , circondata da un leggero sentore di fogna (pare si senta quando i vagoni vengono puliti, altrimenti il sentore è quello di sorcio morto), leggo sull’autorevole magazine L’Espresso un pezzo di Federico Ferrazza su pro e contro di Internet via satellite. Satellite.

Nel frattempo si susseguono i seguenti eventi:

1.  mi avvisano che la registrazione di un dominio “.it” è andata a buon fine. Il FAX, da compilare per l’assunzione di responsabilità,  è arrivato e, contrariamente a quanto normalmente accade, sono stata fortunata. Questa volta è andato bene al primo colpo. Di solito occorre inviarlo due volte.

2. Due eleganti madamine torinesi, evidentemente non avvezze alla tradotta, si aggirano cercando “la prima classe”. In loro soccorso arriva una cliente affezionata della tradotta che spiega loro che “sì, i biglietti di prima classe continuano a venderli, anche se su questi treni la prima classe non c’è”.

3.  Squilla il cellulare: oggi è una buona giornata. Dopo una settimana dalla richiesta mi è stata assegnata la casella di posta certificata, la mtica PEC, (una sorta  di avatar dell’infame raccomandata A.R., indispensabile per poter segnalare alla camera di commercio “l’inizio attività”, che segue ai venti e passa giorni di attesa per essere registrati alla Camera di Commercio, che segue all’atto notarile eseguito dal notaio, che fa seguito all’insana idea di aprire un’attività) .  Qui per onestà devo dire che ho usufruito di un servizio offertomi dalla mia banca. Per richiedere la casella ho dovuto compilare sei pagine di un FAX.

Secondo quanto riportato nell’appendice dall’utile volume “La deriva – perchè l’Italia rischia il naufragio” di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, dovrei essere a circa due terzi delle procedure necessarie (in totale sono 16) per iniziare a lavorare. Sono anche a buon punto con i tempi: dei sessanta giorni necessari sono a quota 52.

Evviva! E buona giornata.





4 maggio 1949

4 05 2009

Non sono una tifosa di calcio, ma oggi ricorre il sessantesimo anniversario della tragedia di Superga, incidente aereo in cui perse la vita l’intera squadra di calcio del Torino, allenatori, tecnici, giornalisti ed equipaggio, di ritorno da una trasferta a Lisbona.





Influweb per saperne di più sulla febbre suina

4 05 2009

per essere sempre aggiornati in modo scientifico e serio sull’argomento:
http://www.influweb.it/