L’Italia delle casalinghe

29 02 2008

Leggo che Veltroni candida quattro rappresentanti dell’Italia che lavora e qui nel nostro cortile noi comarelle abbiamo capito che è il nostro momento. Perchè il mazzo che si fanno le casalinghe se lo dimenticano sempre tutti. Politici italiani, cacciatori di candidati: forse è il momento di reclutare nelle vostre file una casalinga vera, meglio se di famiglia monoreddito con figli a carico e genitori anziani da curare.

Una casalinga vera conosce infatti benissimo tutti i problemi che affliggono l’Italia:

i problemi dei giovani, perchè combatte o ha combattuto, contro adolescenti scontrosi;

i problemi della terza età: perché ha accudito o accudisce, i propri genitori;

il lavoro: perchè lavora sodo. In Inghilterra uno studio pubblicato recentemente ha valutato il lavoro di una casalinga (se venisse retribuito) in 30.000 Euro annui;

economia & finanzia: perchè deve far quadrare un bilancio disastroso e non può attingere alle tasche agli italiani e in più è un’esperta di consumi;

i call center: perchè è perseguitata ogni giorno da giovani che telefonano proponendo le più strane offerte e i più disparati prodotti;

la sanità: perchè si spara code interminabili alle Asl, negli ospedali o al telefono per prenotare nei fantomatici call center;

Se la conoscenza di tutti questi settori non basta per convincere i politici italiani a farle diventare onorevoli con uno stipendio adeguato e una pensione lussuosa, sappiate che le casalinghe di età comprersa tra i 18 e i 65 anni sono circa 8 milioni. Sai che bacino di voti…





Archivi Usa

22 02 2008

chaplin-l.jpgUna delle cose che mi divertono di più quando posso navigare in santa pace è di andare a curiosare in giro per archivi. Ho cominciato per caso qualche anno fa sull’archivio della Ellis Island Foundation, cercando notizie su un mio avo emigrato negli Usa e ho trovato un sacco di cose interessanti. Oggi, via Boing Boing, ho trovato il sito nel National Archives, che ha messo online le schede di registrazione alla leva militare di alcuni personaggi famosi che risalgono alla prima guerra mondiale. Tra gli altri Louis Armstrong, Fred Astaire, Al Capone, Babe Ruth e, qui a fianco, Charlie Chaplin.





Future teenagers

14 02 2008

E io che pensavo che i miei figli teenager fossero già proiettati nel futuro. Grazie a Stefano Hesse, via Luca Conti, ho dovuto ricredermi un bel po’. Il video è in inglese, ma facilmente comprensibile.

Link: sevenload.com





Fake babies

14 02 2008

Quando ho visto questo video non volevo crederci. E invece è vero.

Se ho sorriso al cinema con Lars and the real girl, (nella foto il protagonista Ryan Gosling) qui mi pare cheactorryan_dimit_15356404_max.jpg siamo al delirio.

E poi prendevamo in giro i ragazzini a scuola con il Tamagochi…





We say sorry

13 02 2008

Così il premier australiano Kevin Rudd ha chiesto scusa, con un discorso molto semplice , alla “Stolen generation” di bambini aborigeni o nati da coppie miste che venivano sottratti ai genitori e affidati a orfanotrofi o a famiglie bianche. Così mi ha scritto un amico australiano:

The “stolen generation” is another terrible mistake or an example of European arrogance committed by earlier Australian governments. Social policy towards aborigines had long been disasterous. This is a small step in the right direction.

Qui il testo delle scuse.
sorry.jpg





A Sydney

11 02 2008

Ecco cosa si sono inventati a Sydney quelli di un brand di profumeria: una scultura lunga dodici metri fatta di pesche

ella.jpg

Qui c’è il video sulla realizzazione.

(Grazie a Boing Boing )





Into the wild: film e libro

4 02 2008

Il film Into the wild di Sean Penn è da mettere nella categoria DVA: Da Vedere Assolutamente.

Il libro (pubblicato nel 97 da Rizzoli e ripubblicato da Corbaccio sulla scia del film) è un interessante libro inchiesta scritto da un giornalista che di avventure e viaggi se ne intende, Jon Krakauer, che nel raccontare la storia di Chris McCandless alias Alex Supertramp non nasconde una buona dose di ammirazione per questo straordinario, anche se sicuramente eccentrico, ragazzo. Ho avuto la fortuna di trovare il volumetto tempo fa su una bancarella e ricordo di aver pensato più volte, durante la lettura, che sarebbe stato bello farne un film.

Sean Penn sembra aver avuto la mia stessa idea, ed essendo Sean Penn, ha saputo rendere, con le riprese, la sceneggiatura, le musiche di Eddie Vedder (Pearl Jam) la stupenda umanità di Alex, senza retorica e senza banalità. Emile Hirsch mi era piaciuto quando faceva Jay in The Lords of Dogtown, anche lì un ragazzo problematico, e qui devo dire che non concordo con chi lo definisce monotono. A me è piaciuto un sacco.

Nella foto, il vero Chris (da Wikipedia) accanto al bus che per quattro mesi fu il suo riparo in Alaska